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Parlare di origini, in generale per tutte le razze canine, è come camminare sul ciglio di un burrone, poiché è estremamente difficile individuarle con esattezza. Per quanto concerne i Bovari Svizzeri, esistono ad oggi due teorie, o se volete scuole di pensiero. La prima sostiene che i Bovari, discenderebbero dal Mastino del Tibet, mentre la seconda opta per una connotazione autoctona.

MASTINO DEL TIBET

Questo cane risulta originario degli altipiani dell'Asia centrale, e dopo essere stato parzialmente addomesticato dalle popolazioni locali, raggiunse successivamente nel corso delle migrazioni, le regioni a sud, in prossimità di India e Persia. Bisogna attendere Alessandro Magno, perché questi cani, attraverso la Turchia si diffondessero in Europa, dove, definitivamente addomesticati, se ne iniziò l'allevamento. Qui, con l'appellativo di Molossi, furono utilizzati dall'uomo nei più disparati impieghi, dalla guerra, alla guardia, alla protezioni di beni e persone, al traino, e così via. Gli incroci spontanei che ebbero luogo successivamente, avrebbero dato origine a nuove razze europee. In Svizzera esisteva un cane, proveniente dal nord Europa, di cui si hanno tracce certe, perché rinvenute nei villaggi lacustri, e databili intorno al 4000 avanti Cristo, chiamato 'cane delle torbiere'. L'incrocio di questi esemplari con i Molossi, avrebbe dato origine ad un cane di medie dimensioni, sia in termini di taglia che di peso, che successivamente selezionato, acuendone alcune caratteristiche rispetto ad altre, avrebbe dato origine alla maggioranza delle razze da pastore.

CANE AUTOCTONO

L'altra teoria si basa proprio sulle tracce del 'cane delle torbiere', rinvenute in Svizzera, affermandone un origine autoctona. Questo esemplare sarebbe, secondo questa teoria, l'unico antenato dei Bovari Svizzeri e a supporto si citano le dimensioni dei crani rinvenuti, molto simili a quello dell'attuale Bovaro del Bernese. La storia invece dei Bovari Svizzeri come razze definite e riconosciute, è veramente brevissima. Partendo dall'epoca Romana fino alla metà del secolo scorso non esiste abbondanza di materiale che testimoni la presenza dei nostri Bovari. Alcuni reperti di terracotta risalenti appunto al periodo Romano, rinvenuti nei pressi di Windisch, raffigurano un tipo di cane molto simile al Bovaro del Bernese; altri riferimenti si possono rintracciare in alcuni racconti di vita rurale. Non dimentichiamo che il Bovaro, è per antonomasia un cane di montagna, e vivendo originariamente in Svizzera al fianco delle popolazioni montane, ne segue l'isolamento, dovuto alla mancanza di vie di comunicazione. Solo in epoca successiva, con l'avvento del traffico ferroviario le valli più sperdute possono progressivamente uscire dal loro isolamento. Contemporaneamente nasce in Europa, e in particolare in Gran Bretagna, la passione per i cani di razza; si cominciano ad organizzare esposizioni e si inizia a parlare di standard. La Svizzera non è da meno e comincia a familiarizzare con l'allevamento canino, occupandosi soprattutto di razze straniere. Teniamo infatti presente che l'unica razza svizzera riconosciuta è il San Bernardo (1833), mentre molte razze, tra cui i Bovari, sembrano essere immeritevoli di considerazione. Il Bovaro, in particolare, è considerato un cane da fattoria, il cui unico fine è quello della guardia delle abitazioni, del bestiame e il trasporto del latte nelle valli o verso i mercati di città, quasi non fosse sufficiente per ambire ad un riconoscimento ufficiale. Gli appellativi che ne testimoniano tale utilizzo, si sprecano e il nostro Bovaro viene di volta in volta soprannominato : cane da stalla, da mucca, da baita o da macellaio. Sembra incredibile ma questa straordinaria razza sarebbe stata destinata ad essere dimenticata, se non fosse stato per il merito di un patriota di nome Albert Heim. Nato nel 1849, geologo, innamorato del proprio paese e della natura, professore al Politecnico di Zurigo, appassionato allevatore di Terranova (affisso Von Wolbach) scopre e promuove questa razza, nel tentativo di preservarla. Così si occupa in prima persona, e con il sostegno di altri amatori, nella divulgazione di notizie, nel censimento degli esemplari presenti sul territorio elvetico, nonché nell'organizzazione di esposizioni per la sua presentazione e conoscenza. A lui si deve il suo allevamento come pura razza, la definizione dello standard e la diffusione oltre frontiera. Ad essere precisi si deve parlare di razze e non di razza, perché i Bovari Svizzeri riconosciuti, per merito di Albert Heim sono ben quattro: il Bovaro del Bernese, il Bovaro dell'Appenzell, il Bovaro dell'Entlebuch, il Grande Bovaro Svizzero. Il suo operato fu fondamentale per la salvaguardia di queste razze autoctone, con un'antica origine e meritevoli di essere ufficialmente riconosciute.